Lettera aperta a Bruno Vespa

Bruno Vespa a Porta a PortaDott. Vespa, permetta a una mamma vegana di spiegarle la differenza fra «moda» e presa di coscienza.

Mi riferisco alla puntata di “Porta a Porta” andata in onda lo scorso 22 settembre e intitolata “La carica dei vegani”. Lei ha esordito informando il pubblico che il veganismo è una «moda». Sono mamma vegana per motivazioni etiche, ambientali, sociali, civili. Oltre alla tematica salutistica, molto interessante se adeguatamente trattata, esistono le urgenti problematiche riguardanti gli allevamenti: spreco di risorse idriche, inquinamento, degradazione del suolo, deforestazione, consumo di energia e riscaldamento globale, ingiustizia sociale, fame nel mondo. Per non parlare della sofferenza e delle terribili condizioni di (non) vita inflitte agli animali che finiscono nel business degli allevamenti. Una trattazione centrata avrebbe tra l’altro consentito al prof. Giorgio Calabrese di non incappare nella gaffe sulla produzione del latte vaccino, ottenuto secondo lui prendendolo da quel poco in più che avanza alle mucche e che andrebbe buttato, e non, com’è, tramite crudeli metodi di sfruttamento che “usurano” la mucca al punto tale da accorciarle di circa quattro volte la durata della vita.
La scelta vegana è presa di coscienza, sensibilità, rispetto per le sorti del Pianeta e di tutti i suoi abitanti. Scelta vegana, per una mamma e un papà, è futuro dei figli. E non una «moda», né uno stile di vita come, sostiene Lei, lo è «indossare una minigonna».
Le scrivo questo per il rispetto della verità e di tutti i cittadini, indiscriminatamente. Giornalisti inclusi.

— Arianna Fioravanti, mamma vegana

(È possibile seguire Arianna sulla sua Pagina Facebook: “Zerogabbie – Piccoli vegan crescono”
Per scriverle: [email protected])

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