Cibi e inquinanti ambientali: l’esempio PCB a Brescia

Fra i tanti luoghi comuni sul cibo c’è quello per cui anche frutta e verdura sono contaminate, quindi tanto vale mangiare cibi animali. Per esempio, ce lo comunica il macellaio ospite della puntata di Porta a Porta dedicata alla “carica dei vegani” (settembre 2015):

Brescia e PCB
Foto: Radio Onda d’Urto

Il macellaio però dimentica di aggiungere che i vegetali sono alla base della catena alimentare, e che molti inquinanti ambientali si accumulano nei grassi animali, e di conseguenza nel grasso di chi li consuma (anche nel latte materno!).

Un caso esemplare è quello del PCB a Brescia: dagli studi condotti dall’ASL in un campione di cittadini risulta che è più forte la relazione fra i livelli di PCB nel sangue e l’assunzione di alimenti di origine animale prodotti in area Caffaro rispetto alla relazione con la zona di residenza.

«I valori più alti dei PCB si riscontravano per lo più in residenti nell’area a sud della Caffaro e nelle aree adiacenti, maggiormente interessate dall’inquinamento, ma in realtà era il consumo di alimenti, in particolare prodotti animali, provenienti dalle aree inquinate, a determinare elevate concentrazioni ematiche di PCB nelle persone e non la semplice residenza nelle aree inquinate.» […]

Coloro che avevano consumato alimenti di origine animale prodotti localmente avevano mediamente valori più elevati di PCB nel sangue, e tali valori erano correlati alla quantità di alimenti assunti negli anni.

— Da “Caso Caffaro – guida al cittadino“, p. 29.

PCB e consumo di prodotti animali - il caso Caffaro

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