Quest’alce è mio

Quest’alce è mio - copertinaStringere relazioni con animali di altre specie è sempre un’emozione bellissima, e come in tutte le relazioni fortissima è la tentazione di affermare possesso.
“Quest’alce è mio”.
Ma noi possiamo effettivamente essere proprietari di un altro essere vivente?

In questo libro Jeffers gioca in modo esilarante e allo stesso tempo tenerissimo con questa impossibilità.
Per farlo costruisce una coppia strepitosa: un alce ineffabile ne
i suoi quieti propositi di farsi i fatti propri, ed un frizzante bambino, Alfredo, convinto possessore del quadrupede, piuttosto direttivo e propenso a mettersi nei guai.
Uno dei talenti di Jeffers è quello di riuscire a offrire in tutti i suoi libri dei personaggi infantili che esprimono perfettamente l’impertinenza tipica dei bambini reali, la loro creatività un po’ monella e talvolta portata all’assurdo (agli occhi adulti, ovviamente). Lo fa in modo caricaturale e ironico, ma proprio in questo modo rendendo la quintessenza dell’animo infantile.

In questo libro Alfredo si impossessa dell’alce, o perlomeno ritiene di farlo, e le fabbrica un bel regolamento per essere un perfetto animale domestico. Regolamento che l’alce rispetta talvolta e per caso.
In questo vediamo il secondo grande talento dell’autore, che è quello di rendere situazioni comicissime grazie al doppio registro dialogante di parole e immagini.
Qui la voce di Alfredo parla con la convinzione di essere ascoltato dall’alce, mentre le illustrazioni ammiccano al lettore, mostrando quello che realmente accade.
Illustrazioni che per inciso sono capolavori non solo di efficacia narrativa, ma di bellezza anche. Varie, ricche di inserti sorprendenti, colori vivi, fumetti.
L’espressività del bambino è massima, seppure resa con poche sapienti linee.

Colpo di scena fantastico quando Alfredo, che tutto sommato con la relativa infingardaggine dell’animale convive piuttosto bene, scopre che anche qualcun altro pensa di essere proprietario dell’alce!!!
Il mammifero selvatico infatti se ne va felicemente in giro, e non disdegna che una vecchia signora gli offra una succulenta mela….
La delusione del bambino è notevole, ma un aiuto (involontario?) del suo fedifrago amico cornuto gli farà infine capire che non sarebbe mai stato davvero proprietario dell’alce.

Stabilito quello,
lui e l’alce raggiunsero un compromesso.
L’alce avrebbe rispettato tutte le regole di Alfredo…
ogni volta che gli andava.

Quest’alce è mio
di Oliver Jeffers
ZOOlibri
2013

Età di lettura: dai 6 anni

Quest'alce è mio - illustrazione
Immagine: oliverjeffersworld.com

 

Di Jeffers c’è un’altra bella storia di amicizia intraspecifica, più improntata sulla tenerezza e sull’impossibile: Chi trova un pinguino, in Italia sempre per ZOOlibri.

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