Bimbo ricoverato al Meyer – Comunicato stampa di Genitori veg

AGGIORNAMENTO: È poi emerso che la famiglia non era vegana, come affermavano i titoli dei giornali, e nemmeno vegetariana (vedi: Io, mamma indagata perché vegetariana. Ecco la verità su mio figlio).

Ospedale Pediatrico Meyer
Ospedale Pediatrico Meyer, foto di Melania Mannelli

A seguito dell’ampia risonanza suscitata dalla triste vicenda di cronaca riguardante il caso del bambino malnutrito ricoverato al Meyer e del presunto legame con l’alimentazione vegana, il gruppo “Genitori veg” intende illustrare la propria posizione, con il sostegno dell’esperienza maturata nel confronto di oltre 7.300 genitori, che sono in parte completamente vegani e hanno proposto il veganesimo ai figli fin dal concepimento o dalla nascita.

Il gruppo nasce come piattaforma di scambio di informazioni scientificamente accreditate, tramite il lavoro di SSNV – Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana in Italia e le società scientifiche e i professionisti accreditati di tutta Europa e di oltreoceano, e si avvale del contributo di professionisti della nutrizione.

A fronte di numerosi dubbi e richieste dei genitori, rileviamo da un lato un certo pregiudizio nella classe medica nei confronti dell’alimentazione a base vegetale, dall’altra la scarsa preparazione di troppi medici e pediatri in tema di nutrizione, che deriva dall’organizzazione stessa dei corsi di laurea e di specialità.

La realtà italiana e le esigenze delle famiglie dovrebbero incoraggiare una riflessione “politica” su questa incresciosa situazione: la più aggiornata letteratura scientifica ci dice che l’alimentazione vegetale è adeguata, apporta spesso dei vantaggi, ad esempio sul controllo del peso e sull’incidenza di certe patologie croniche, e certamente è di minimo impatto ambientale rispetto a quella “non vegetariana”.

Le famiglie vegetariane sono attualmente “orfane nutrizionali” dovendo necessariamente rivolgersi a privati o al “fai-da-te”. Questo può generare situazioni pericolose per i bambini, qualora si incorresse in informazioni sbagliate. Più o meno recenti, sono infatti attive correnti filosofiche che caldeggiano scelte alimentari particolarmente restrittive; le loro posizioni non hanno nulla a che vedere con una scelta vegana consapevole e informata.

Sarebbe auspicabile che gli operatori sanitari accogliessero queste famiglie e, qualora non avessero le competenze per fornire essi stessi informazioni corrette sulla nutrizione vegetariana, fossero in grado di inviare i loro e le loro pazienti a esperti in questo campo.

I nostri bambini crescono sani e forti, grazie anche alla dedizione di chi, all’interno del gruppo, si impegna a indirizzare gli utenti verso fonti di informazioni corrette. Ai genitori che intendono proporre il veganesimo vorremmo dire: è una scelta sana, etica, sostenibile e non è pericolosa! È anzi salutare, a patto che si “conosca”, e quindi ci si basi sullo studio accurato di fonti accreditate, o ci si faccia guidare da un esperto.

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