«Crudismo & Co: è giusto imporlo ai figli?» – Gioia!

Gioia n. 36 - copertina

Su n° 36 di Gioia (27 settembre 2014) si parla anche di Genitori veg, in un’inchiesta intitolata “Scuole alimentari. È giusto imporle ai figli?” di Alessandra Di Pietro.

Mentre nella nostra esperienza si tratta di proporre ai figli le proprie scelte alimentari, senza rigidi divieti e forzature, l’autrice sembra inizialmente assumere che si tratti invece di un’imposizione, per poi approfondire l’argomento dando voce a pareri di segno opposto.

Ecco alcuni passaggi cruciali:

“I genitori hanno il diritto/dovere di alimentare il figlio come meglio credono purché il bambino cresca sano e secondo la sua natura” ci informa Anna Cortese, avvocato che si occupa di diritto di famiglia da vent’anni a Milano e organizza per il suo Ordine professionale corsi di formazione a tutela dei minori:  “Il diritto alla salute è garantito dalla Costituzione e ogni convenzione internazionale garantisce il benessere del minore.  Ho l’occhio sul Tribunale e sulle sue decisioni da 25 anni e dal 2008 sull’attività della Camera Minorile di Milano, un’associazione di avvocati che promuove la centralità del minore come soggetto di diritti, e posso dire con certezza che il bambino sottoalimentato e dunque maltrattato è un caso rarissimo, causato da turbe ossessive che non hanno a che fare con le scelte alimentari”.

Lo spunto per l’articolo deriva dal film Hungry Hearts, in uscita a gennaio 2015, che racconta il dramma di una madre vegana ossessionata dal cibo al punto da affamare il figlio neonato. C’è però una grande differenza fra il veganesimo come stile di vita e la deriva patologica rappresentata nel film: “chi coglie l’essenza vera di alimentarsi 100% vegetale non è ortoressico: ama la vita, anzi rispetta, senza alcun tipo di interesse, quella di miliardi di animali”, fa notare Roberta Bartocci.

I genitori che seguono stili di vita non maggioritari, infatti, sono semmai più attenti e consapevoli, “vanno accolti, ascoltati e supportati altrimenti possono finire nelle mani di medici cialtroni che usano la fantasia e lì si che accadono danni” sostiene Lucio Piermarini, dell’Associazione culturale Pediatri (ACP),  firma di Uppa – Un pediatra per amico – portale di ottima informazione sull’infanzia, autore di Io mi svezzo da solo (Bonomi). Qual è il suo metodo? “Seguo la scienza, non il pregiudizio, guardo alla medicina occidentale, quella basata sull’evidenza, che cura i tumori ed esegue i trapianti e allora da lì, le mie conoscenze scientifiche mi dicono che il bambino vegetariano cresce senza problemi, il vegano pure e gli basta una integrazione di vitamina b12”.

Maddalena, 44 anni, fondatrice di GenitoriVeg, gruppo Facebook, 5 mila iscritti, sorride: “Non mi sento chiamata in causa da una storia triste di madre con turbe psichiche che solo casualmente è anche vegana. La mia scelta ha ragioni salutistiche ed è confermata dalla buona crescita di mio figlio, seguito come gli altri dai pediatri”. E se il bambino le chiedesse una polpetta? “Fatto! L’ha mangiata e non gli è piaciuta. Qui, in famiglia, suo papà è onnivoro”. Però è d’accordo con lei? “Sì, convinto dai fatti. Il bambino è sanissimo, 5 anni, mai un antibiotico”. E se alle feste vuole mangiare la torta? “Ogni genitore trova una regola, personalmente gli offro un’alternativa, magari i pinoli che gli piacciono tantissimo, ma non apro un conflitto”.

Scuole alimentari. È giusto imporle ai figli?

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